Nel 2018‑19 Bertram Derthona ha scritto il capitolo più luminoso della sua avventura nella Lega Basket Serie A. La squadra, guidata da Stefano Sacripanti, ha superato le aspettative, finendo al terzo posto in classifica e conquistando il suo primo podio in Coppa Italia.

Quali ingredienti hanno alimentato il successo?

Una rosa equilibrata ha fatto la differenza. Luca Vitali, giovane ala di 22 anni, ha sfoggiato una media di 14,2 punti a partita, mentre il veterano Marco Carraretto ha distribuito 7,5 assist, dimostrando che esperienza e energia potevano coesistere. Il reparto difensivo, capitanato dal centro Andrea Gori, ha limitato gli avversari a meno di 70 punti per gara, un risultato raro nella lega.

Come ha influito la tattica di Sacripanti?

Sacripanti ha adottato un ritmo veloce, spingendo la palla oltre la metà campo entro 12 secondi. Questo approccio ha creato spazi per i tiratori, soprattutto per Michele Rinaldi, che ha realizzato più di 80 triple nella stagione. L'allenatore ha anche inserito una difesa a zona 2‑3 nei momenti critici, costringendo gli avversari a prendere tiri difficili.

Qual è stato l'impatto sulla tifoseria?

Il Palasport di Derthona ha vissuto serate da record: oltre 5.000 spettatori hanno riempito le tribune, molti per la prima volta. Il coro dei tifosi, con il classico "Forza Derthona!", ha trasformato ogni partita in un vero spettacolo. I social ha risuonato di hashtag come #DerthonaStoria, dimostrando che il club ha conquistato cuori oltre i confini regionali.

Che eredità ha lasciato quella stagione?

Oggi la squadra ricorda quell'anno come modello di lavoro di squadra. I giovani della accademia citano la campagna 2018‑19 per capire cosa significhi lottare per ogni pallone. Alcuni ex giocatori, come Alessandro Bianchi, hanno aperto una scuola di basket a Torino, portando l'approccio di Sacripanti nelle nuove generazioni.

Il ricordo di quella stagione rimane acceso, non solo per i trofei, ma per l'energia condivisa tra giocatori, staff e tifosi. Un esempio di come un club possa trasformare un anno in leggenda, senza bisogno di grandi budget o star internazionali.